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Il mio binge watching delle feste aka consigli per la visione Parte 1


Ovvero: come sopravvivere al binge eating delle feste con un binge watching di serie televisive.

Ed eccoci qui, il primo post dell’anno dedicato a come sopravvivere al periodo di feste dal punto di vista del cosa guardare in alternativa ai soliti film che in questi giorni vengono tirati fuori dagli archivi dell’innovativa e all’avanguardia televisione italiana (alcuni bellissimi, niente da dire) ed alle trasmissioni con trenini e spadellamenti vari se purtroppo, come me, non si hanno in programma viaggi verso lidi lontani ma i pochi giorni di ferie si passeranno pigramente sul divano o sotto ad un piumone in una specie di letargo rigenerante prima di riprendere la vita lavorativa a 110 km all’ora.

Visto che negli ultimi anni il mondo delle serie tv, molto più che dei film, ha proposto prodotti che dire originali è dire poco, non a caso più di un critico ha parlato di “Golden age” della tv e come dargli torto, ho pensato di condividere con voi le serie che sto guardando in questo periodo e di cui sto facendo un sano binge-watching (chiunque sia series addicted sa cosa si prova a perdersi nel tunnel di una serie e guardarsi 5,6 episodi di fila sperando di mantenere intatta un po’ di sanità mentale) sperando che possa essere utile sia come suggerimento per la visione che come spunto di discussione e di ulteriori vostri condigli per la visione.

Ecco quindi a voi le serie in cui mi sto perdendo ultimamente. Aspetto vostri commenti!
Parte 1: Serie ancora in programmazione.

HOUSE OF CARDS
Canale: Netflix
Starring: Kevin Spacey, Robin Wright

house of cards

Questa è forse la serie che già dal primo minuto ci fa capire che uscire da questo tunnel sarà difficilissimo. Impossibile non rimanere risucchiati dal torbido mondo del Congresso degli Stati Uniti e del protagonista, Frank Underwood, interpretato da Kevin Spacey, probabilmente il personaggio più senza scrupoli che la televisione abbia creato da anni (e quando scrivo “senza scrupoli” intendo davvero “senza scrupoli”, roba che il cacciatore di Bambi in confronto è un personaggio da commedia). Dopo che nel primo episodio veniamo a scoprire come al caro Frank venga negata la vice presidenza che gli era stata precedentemente promessa, veniamo accompagnati nel suo viaggio di scalata al potere e di vendette personali all’interno del quale nessuno si salva dai suoi sporchi giochi e manovre per raggiungere il suo scopo. Il machiavellico “Il fine giustifica i mezzi” non potrebbe trovare trasposizione migliore in questo caso dove troviamo non solo lui ma anche la moglie Claire, la bellissima Robin Wright post divorzio da Sean Penn, che lo accompagna fedele in questa escalation di bassezze, doppi giochi e sangue dove non c’è spazio per dubbi ed esitazioni. Se poi ci aggiungiamo l’ambientazione di una Washington quasi più simile a Gotham City direi che abbiamo tutti gli ingredienti per una serie che di politically correct non ha proprio niente.

Per chi: per soffocare il buonismo che è in noi e dargli una meritata pausa.

VEEP
Canale: HBO
Starring: Julia Louis-Dreyfuss, Tony Hale

veep

Sempre di politica Americana si parla ma con toni completamente differenti. Veep è il diminutivo di Vicepresidente e questo è il ruolo che ricopre la protagonista, con tutti i pro ma, soprattutto, i contro che ciò comporta. Julia Louis Dreyfus nel ruolo di vicepresidente appunto, è accompagnata nelle sue giornate dalla squadra di collaboratori più strampalata che mente umana possa concepire. Le incompetenze, gli errori, le gaffes, le figuracce con la stampa, i compromessi e i sorrisi di facciata sono all’ordine del giorno. Cercare di capire come sia possibile che un tale insieme esplosivo di non professionalità ed incompetenza non abbia ancora fatto affondare la nave su cui la Vicepresidente naviga a vista verso la sua candidatura a primo Presidente donna degli Stati Uniti è il vero mistero. La serie ricorda un po’ Spin city con Micheal J Fox di qualche anno fa (serie ambientata negli uffici del sindaco di NY) e l’irriverenza e sboccataggine di Boris (serie che non ha bisogno di presentazioni per chi bazzica un po’ nel mondo della tv o del cinema indie). Un mio consiglio è quello di vederla in lingua originale perché in italiano si perdono molti dei doppi sensi e delle battute che nella traduzione, inevitabilmente, perdono molto. Preparatevi comunque ad un grosso bottino di risate e a rivedere più volte alcune scene che sono già diventate un cult (provare con youtube per credere).

Per chi: per chi ha voglia di ridere con intelligenza e ama il sarcasmo rispetto alla comicità più becera e semplice.

THE AFFAIR
Canale: Showtime
Starring: Dominic West, Ruth Wilson

the affair 2

Ok, dal titolo già si capisce abbastanza di cosa si parla senza girarci troppo attorno, si tratta di un tradimento, di una storia clandestina tra due insospettabili (ah, i miei preferiti!), lui, insegnante e scrittore felicemente sposato a moglie schifosamente ricca con cui ha quattro figli, lei cameriera in un locale di una cittadina dei noti Hamptons dove la famigliola felice passerà l’estate nella casa dei ricchi e altezzodi genitori di lei tra party spocchiosi e bagni in piscina.
Bene, se pensate che la travolgente passione tra i due sia un argomento sufficiente, e solo questa potrebbe bastare a portare avanti la storia, gli sceneggiatori hanno invece pensato bene di aggiungere un paio di ingredienti per ravvivare il tutto.
Il primo è che gli episodi sono divisi in due parti, una parte raccontata dal punto di vista di lui mentre l’altra da quello di lei ed il secondo è che le voci che raccontano come sia cominciata la storia sono quelle dei due focosi protagonisti durante un interrogatorio con un fin troppo zelante detective (e neanche lui la racconta proprio giusta, aggiungerei) in un non ben definito futuro.

Quindi abbiamo: una tresca, un racconto in flashback, due versioni diverse e non sempre combacianti, un po’ di bugie messe ad minchiam qua e là, un detective, un reato, una vittima ed un’indagine. In pratica una specie di “True detective” in salsa molto più piccante… può bastare?
Ecco, diciamo che se nelle prime puntate la maggior parte della nostra attenzione è catturata dallo svilupparsi del tradimento in sé, dalla metà in poi la serie diventa un treno che sta per deragliare e che alla fine di ogni puntata ci lascia di sasso a chiederci cosa succederà nel prossimo episodio per poi lasciarci a bocca aperta ogni volta, con una sensazione di attesa simile alle prime puntate del compianto “Lost” per intenderci. Per non parlare poi tutta una serie di dettagli che sembrano insignificanti e che invece si riveleranno importanti nelle puntate successive di cui gli sceneggiatori hanno pensato bene di infarcire le puntate, insomma… da perderci la testa sul serio!

Per chi: per chi pensa di avere occhio per i dettagli e per i casi da risolvere, oppure per chi era un fan di The Wire (vedi prossimo post) ed è curioso/a di vedere il fu detective McNulty in altre (s)vesti.

TRANSPARENT
Canale: Amazon Prime, Netflix
Starring: Jeffrey Tambor

Transparent

Ecco invece una di quelle serie per cui ho avuto il binge watching più breve della storia, ovvero mi sono sciroppata tutta la prima stagione nel giro di 24 ore. Certo la cosa è stata aiutata dal fatto che ogni episodio dura mezz’ora e nel momento in cui si finisce sembra che sia durato 10 minuti da quanto è impossibile staccarsi dallo schermo, se poi ci mettiamo anche una notte di insonnia è facile immedesimarsi e capire l’indigestione.

Parliamo però della serie. Già la catalogazione non è semplice, commedia? Dark comedy forse, poi diventa più dramma in alcuni punti e ritorna commedia in altri, con quasi una sensazione di real tv in altri momenti insomma, non manca niente.
La trama ed i personaggi poi si presentanto con una tale chiarezza e sfacciatggine sin dal primo momento che ci sembra di conoscerli da sempre. Transparent è la storia di una famiglia un po’, come dire, particolare, all’apparenza normale (termine antipatico lo so) ma che, come tutte le famiglie, ha una storia che si srotola in modo a dir poco sorprendente. Il tutto ruota intorno alla figura del padre quasi settantenne Mort, un grandissimo Jeffery Tambor che alcuni di noi hanno già apprezzato in un’altra serie geniale, tale Arrested Development, che un giorno, dopo decenni di repressione, decide di fare coming out con i suoi tre figli del suo essere transgender e di preferire Maura come nome, lui infatti si è sempre sentito una donna intrappolata nel corpo di un uomo. Vedere la reazione della sua famiglia e come questo influenza i rapporti reciproci è la vera base della serie. Se poi ci aggiungiamo che i figli hanno a loro volta delle personalità a dir poco spiccate e vivono momenti della loro vita in cui i cambiamenti sono all’ordine del giorno (la maggiore, sposata con figli, si riscopre improvvisamente lesbica, il figlio maschio perde il lavoro e continua a portarsi a letto praticamente qualcunque donna gli passi attorno e con ognuna spera di farci una famiglia, la minore invece si perde tra avventure e partner sempre diversi non lavora e non guadagna un dollaro), il tutto con Los Angeles sullo sfondo ecco, il mix diventa senz’altro qualcosa di raramente visto prima. Certo, i vari componenti della famiglia sono portati un po’ all’estremo e nella vita reale imbattersi in un tale garbuglio di ego e personalità contorte è sicuramente un po’ difficile ma forse l’intento è proprio quello cercare di rendere accettabile e normale un nucleo famigliare decisamente eccentrico.
PS: La storia è basata sulla vera esperienza della sua ideatrice il cui padre ha fatto coming out proprio ispirando la storia di Transparent.

Per chi: per chi ama le diversità e per chi non crede che la famiglia sia solo quella del Mulino Bianco, per chi pensa che la famiglia non sia solo quella del Mulino Bianco e per chi pensa che qualunque cosa siamo la cosa più importante è essere accettati ed amati proprio dalle persone che ci stanno vicino.

Bene, queste sono le serie che sto seguendo e che sono ancora in programmazione o comunque sono state rinnovate per un’altra stagione (yes!).
Sicuramente ne ho dimenticate molte e sono curiosa di sapere che ne pensate e cosa state guardando invece voi. Consigli?
Al prossimo post dedicato invece alle serie ormai, ahimè, finite.

A presto!

4 risposte a “Il mio binge watching delle feste aka consigli per la visione Parte 1

  1. Il Gatto Viziato 4 gennaio 2015 alle 00:56

    ciao, ma guarda il caso, anch’io mi occupavo di video produzione! Ora la cucina invece ha preso il sopravvento…
    Grazie del passaggio🙂

    • noolyta 4 gennaio 2015 alle 10:15

      Ma dai? Che coincidenza! Ho visto il tuo blog ed è appetitoso a dire poco. Proverò qualche tu ricetta, ne ho già viste un paio! A presto.

  2. Il SeriALE 4 gennaio 2015 alle 08:33

    House of Cards è semplicemente imperdibile!

    • noolyta 4 gennaio 2015 alle 10:18

      D’accordo al 100%! Io sono rimasta indietro di qualche episodio ma quando comincio uno tira l’altro. Penso che House of cards sia assolutamente da vedere per chiunque!

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