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the secret everyday life of a struggling independent director

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Assenze, giardinaggio e nuovi inizi


Ciao a tutti,
rieccomi dopo la solita lunga assenza ad aggiornare il blog.

Ormai non credo di poter essere considerata neanche la lontana parente di una blogger vista la frequenza con cui scrivo ma almeno ci proviamo.
In questi ultimi mesi si sono purtroppo, o per fortuna, accavallate un po’ di cose che non mi hanno permesso di scrivere niente di nuovo su queste pagine ma sto comunque cercando di mandare avanti un po’ tutti i progetti che avevo iniziato.
Devo dire di aver scoperto che tante volte si sopravvaluta la capacità che si ha di utilizzare il tempo che abbiamoa a disposizione e dall’altro lato si sottovaluta il tempo che invece altre situazioni e cambiamenti assorbono.
Gli ultimi mesi infatti hanno visto diversi mutamenti come il cambio di casa, con tutti gli annessi e connessi del caso, il cambiamento di gestione di alcuni progetti, quali ad esempio il lungometraggio HONEY PARADISE che era nato come idea di produzione collettiva e che ora si sta sviluppando in altre direzioni, e la nascita di altre idee che sto cercando di portare avanti parallelamente a questi.

Insomma, come al solito c’è un po’ di carne al fuoco ma al momento niente è giunto ad un termine purtroppo. La mia dispersività non aiuta di certo la causa ma spero di riuscire a concludere almeno un paio di cose nelle prossime settimane.

A proposito di nuova casa e nuove passioni, mi sono resa conto di aver scoperto la passione per il giardinaggio. Oddio, più che giardinaggio si tratta di esperimenti di sopravvivenza urbana di piante e ortaggi su un mini balcone cittadino, ma devo dire che il prendersi cura di un piccolo angolo di verde in un luogo in cui le condizioni sono tutte a sfavore della sua sopravvivenza e vedere che qualcosa invece nasce e cresce riesce a dare qualche piccola soddisfazione anche ad una negata del verde come me.
E pensare che fino ad un paio di anni fa la mia massima aspirazione da giardiniera era cercare di non far morire la pianta del basilico, in genere abbandonata al suo destino in un vaso in un angolo assolato del terrazzino di turno!

Intanto, come ogni giardiniera che si rispetti, eccomi a tediarvi con qualche foto del mio mini spazio che testimoniano il mio tentativo di spacciarmi per agricoltore urbano. Che ne dite?
balcone COLLAGE V1La foto riassume la giungla che sta diventando il mio balcone con quelli che ormai sono i veri protagonisti dei miei acquisti invece di scarpe e vestiti: vasi di piantine!

Ma come non dedicare un po’ di spazio speciale alle vere protagoniste, se non altro almeno per lo spazio che occupano, del balcone? Ovvero le due intrepide e coraggiosissime piantine di pomodori che finalmente, dopo settimane di amorevoli cure e svariate combinazioni per tenerle al riparo da parassiti e malattie, cominciano a dare i loro frutti e a me qualche piccola gioia!

datterini cuore di bue COLLAGE

E chissà che non siano proprio queste piante di pomodori le  ispiratrici di un prossimo, imminente, progetto e che da questi vasi non possa nascere qualcosa di più che qualche pomodoro…

…rimanete in attesa e lo scoprirete!

Milano sotto le feste


Ciao a tutti,
è da un po’ che non scrivo in questo blog se non di argomenti direttamente collegati al lungometraggio Honey Paradise come da post precedenti.
Ho pensato quindi di scrivere almeno un post su Milano in questo periodo dell’anno visto che non mi capita spesso di soffermarmi a descrivere la città in cui vivo e che ancora, dopo più di dieci anni, continuo ad amare.
Faccio una piccola premessa ovviamente soggettiva, Milano secondo me è bella sempre ed in ogni periodo dell’anno offre qualcosa, vabbeh, forse escludendo il periodo estivo in cui ci sono luoghi decisamente migliori dove stare, ma i mesi che preferisco sono decisamente quelli della stagione fredda, dall’autunno fino a febbraio/marzo. Secondo me infatti Milano va vissuta dentro ad un cappotto e con una sciarpa attorno al collo, le giornate che più la caratterizzano sono proprio quelle in cui il sole tarda a farsi vedere ed il buio arriva presto. E’ bello passeggiare e scoprire la città guardando all’interno dei suoi locali e caffè dove le persone non vedono l’ora di entrare per scaldarsi e dove ci si dilunga volentieri. Questo periodo mi ha sempre dato l’impressione di sottolineare la sua natura un po’ asburgica e delle volte, quando il freddo si fa più pungente, mi ricorda Vienna, coi suoi caffè, le sue pasticcerie e le sue vetrine addobbate a festa con le luci che provengono dall’interno e che ti fanno venir voglia di girare la testa a sbirciare dentro.

Detto questo, ecco secondo me qualche motivo in più per amare Milano sotto le feste. Certo, ci sarà sicuramente chi dirà che la confusione e la ressa degli acquisti natalizi non sono il biglietto da visita migliore per godersi piazze e vie ma io direi che con qualche piccolo accorgimento potete riuscire a godervi tutto senza fare a spintoni con migliaia di altre persone accalcate.

Motivo numero 1: La fiera dell’artigianato.
Appuntamento praticamente irrinunciabile per tutti ma soprattutto per chi è cittadino è la settimana dell’Artigiano in fiera, settimana in cui le normali attività settimanali e gli appuntamenti vengono momentaneamente sospesi per dare spazio ad almeno un paio di capatine in quel di Rho per qualche ora a girare tra le innumerevoli bancarelle dei padiglioni. Qualche dritta può essere sicuramente quella di riuscire a trovare un pomeriggio in settimana appena apre (intorno alle 15) e di evitare il weekend di apertura, partire quindi dai padiglioni dedicati all’Italia, soprattutto del sud, visto che poi nel pomeriggio tenderanno a riempirsi velocemente. La parte dell’Europa invece è relativamente più tranquilla ed è visitabile un po’ a tutte le ore.

fiera cibo collage

Ovviamente il meglio viene verso l’ora di cena quando si può scegliere tra gli innumerevoli ristorantini/pub/birrerie allestiti lungo il perimetro. Di solito la mia scelta ricade su uno dei punti enogastronomici bavaresi, con tanto di immancabile panino con wurstel e birra d’ordinanza, una piccola tradizione che si ripropone ogni anno.

panino salsiccia

Motivo numero 2: le bancarelle in centro.
Come se non bastassero i negozi vestiti a festa e le vetrine che ti attirano da lontano, ecco le bancarelle che spuntano qua e là per tutto il centro, una specie di fiera dell’artigianato dislocata per piazza Duomo, Cordusio, via Dante ed altre. Oltre a prodotti tipici e golosissimi si possono trovare anche prodotti artigianali, gioielli, antiquari, libri, porcellane,…insomma, di tutto di più.
collage bancarelle duomo

Motivo numero 3: gli Oh bej oh bej.
Come non parlare della fiera natalizia milanese per eccellenza? Il mercato in cui trovare prodotti artigianali, golosità ed un po’ di quell’atmosfera della Milano tradizionale che altrimenti durante il resto dell’anno è un po’ difficile scovare. Negli ultimi due, tre anni è anche migliorata visto che è ritornata nella sede intorno al Castello Sforzesco ed il numero di espositori è migliorato sia in numero (molti meno) che in qualità (si trovano molti meno ambulanti che vendono cose che con il Natale e l’artigianato ha poco a che fare, diciamo così).
collage oh bej oh bejImpossibile quindi non dedicare almeno un pomeriggio a girovagare tra le varie bancarelle alla ricerca di qualcosa di particolare, che ad avere un po’ di pazienza si riesce quasi sempre a trovare, con tanto di pausa a base di vin brulè e castagne o, nel mio caso, frittella calda!
frittella
Che dire, ci vediamo per il prossimo post dedicato al Natale ed ai pranzi pantagruelici delle feste?

Weekend a Dublino


 Ciao a tutti,
eccomi che come al solito ogni tanto mi ricordo di aggiornare un po’ questo povero blog che ultimamente ho un po’ trascurato.
Questo post però non ha niente a che fare con progetti filmici a proposito dei quali spero di avere presto notizie interessanti ma riguarda una piccola pausa che mi ha portato in una città che non avevo ancora avuto l’occasione di visitare: Dublino.
Oltretutto la trasferta è stata un’idea dalla mia compagna di viaggio dell’occasione, Paola, che col suo amore per l’Irlanda ha lanciato la proposta e devo dire che non ci ho messo davvero molto ad accettare!

Che dire? Devo ammettere che la città è stata una bellissima scoperta ed anche se un weekend non è sicuramente sufficiente soprattutto per riuscire a fare una visita come si deve oltre ai classici luoghi turistici che per forza si vedono in 72 ore, il che significa che prima o poi mi toccherà tornarci ed esplorare viuzze, quartieri, negozietti, locali, ecc…non credo sarà di certo una fatica!
Allora, partendo dalla base, sicuramente non si può perdere la zona di Temple Bar, dove credo chiunque capiti entro al massimo 2 ore dall’arrivo. E’ qui infatti che si concentra la vita principalmente serale e notturna. E’ decisamente il cuore pulsante della nightlife con pub in ogni angolo (che comunque non mancano in nessuna zona della città, inutile dirlo), artisti di strada che si alternano durante la giornata fino alle ore piccole, turisti, dublinesi e musica che esce da ogni locale. Ecco, un’altra cosa bella che mi è piaciuta molto è stata la quantità di musica dal vivo. In ogni strada ci sono gruppi, cantanti, musicisti che con il loro piccolo spazio improvvisano concerti ad ogni ora ed anche all’interno dei pub ci sono quasi sempre gruppi che suonano, cosa che, ahimè, in Italia è un’utopia!.

Lasciatevi quindi guidare anche dal caso ed entrate in un qualsiasi pub e godetevi, neanche a dirlo, una buona Guinness, un sidro od un’altra birra a scelta, qui non mancano di certo le alternative e capirete come il pub sia davvero parte integrante della vita di ogni dublinese ed irlandese che si rispetti!

Per passare ad un consiglio spassionato quanto scontato non mancate di visitare la Guinness Storehouse, è una tappa fissa e per quanto molto turistica come visita ne vale davvero la pena. Se volete potrete raggiungerla anche a piedi facendo una passeggiata costeggiando il Liffey in direzione ovest, magari di domenica mattina dopo aver fatto una sana colazione irlandese così unirete l’utile (della digestione della full Irish breakfast) al dilettevole (la vista della città).

Un’altra cosa che mi piace fare in genere in ogni città che si affaccia sul mare o non molto lontano è andare nella zona del porto. So che magari Dublino non ha ancora una zona dei docks simile a quella di Londra o Edimburgo per fare un paio di esempi, ma fare una passeggiata in questa zona, sempre costeggiando il fiume però in direzione est, è una passeggiata piacevole anche se non ci sono in effetti molte cose da vedere visto che è tutta una zona nuova della città che non si è evidentemente ancora sviluppata come potrebbe.

Altra cosa da fare secondo me è riuscire a perdersi nelle stradine e nei vicoli anche a nord del Liffey, da sempre considerata la zona meno nobile della città ma soprattutto sul lungofiume verso ovest ci sono molti ristorantini carini e pub dove poter passare la serata facendo un po’ le ore piccole (proporzionalmente alle abitudini della città).
Durante il giorno il giro non può non prevedere uno struscio lungo Grafton Street a sud del Liffey, la principale strada dello shopping, e O’Connell street a nord, l’arteria principale della città per quanto riguarda ritrovi, parate, feste, celebrazioni, ecc. Altra cosa appurata di persona, non fatevi spaventare dalle distanze che trovate sulle cartine, quasi tutti i luoghi d’interesse sono tutti raggiungibili a piedi, quindi perdetevi pure tra i numerosi parchi (ce ne sono ovunque e di bellissimi!), le chiese e i monumenti, Dublino si può attraversare da un lato all’altro tranquillamente camminando!

Un’ultima nota non poteva non prevedere un consiglio gastronomico! Ed è proprio a questo punto che vi dico che per quanto radicate possano essere le vostre abitudini soprattutto a colazione, non perdete l’occasione di una full Irish breakfast che comprende uova, bacon, pomodori, pudding, salsiccia, finghi, pane tostato e burro e, a volte, anche fagioli! Avrete sicuramente tutta la giornata per smaltire il tutto, non preoccupatevi!
Per quanto riguarda i pasti in centro riuscirete a trovare ristorantini con cucina tipica a non molti euro, anche nella turistica Temple Bar. Un esempio è nelle foto qui sotto che testimoniano come non ci siamo fatte sfuggire qualche buona salsiccia, il tradizionale fish and chips ed un paio di stufati di manzo ed agnello davvero considerevoli!

Che altro dire? Sicuramente la città offre più di quanto mi aspettassi e di quanto sia riuscita a veder. Spero vivamente di riuscire a tornarci e di riuscire a fare meglio tutte quelle cose meno turistiche che mi piacciono che in questa prima visita non sono riuscita a fare visto il poco tempo a disposizione!

PS: un ringraziamento ovviamente a Paola che ha lanciato l’idea di questo weekend e a cui appartengono alcune foto, soprattutto quelle in cui ci sono io (ovviamente) e quelle gastronomiche!

Quindi se andate a Dublino, oltre a salutarla da parte mia…Slainte!

Weekend in Valtellina, Teglio, sapori d’autunno e pizzoccheri, domenica.


Rieccoci qui, dopo il primo giorno del nostro weekend valtellinese dedicato alla trasferta svizzera, non potevamo che dedicarci al motivo principe per cui siamo passate in queste zone (ok, anche per il paesaggio) ovvero il pranzo con menu a base di pizzoccheri!

L’inizio della giornata oltretutto, non poteva cominciare meglio con il risveglio nel bed & breakfast che abbiamo scelto, la cui posizione ci fa godere anche di un bel panorama su tutta la vallata, il che non guasta soprattutto quando l’unica cosa che vedi fuori dal balcone a Milano è il balcone del tuo vicino!
Il posto è davvero bello ed accogliente, i due gestori sono simpatici e disponibili quindi se passate in zona vi sento davvero di consigliarvelo! Come anticipavo nel post precedente il posto si chiama B&B San Bernardo e si trova a Tirano. Vi lascio anche il link se volete dare un’occhiata.
http://www.bbsanbernardo.it/

Il risveglio comincia con qualcosa a cui vorrei dedicare una mia piccola nota di merito, ovvero la buonissima crostata bio di grano saraceno e marmellata preparata la sera prima da Cinzia che ha una passione, tra le altre cose, per la cucina biologica e del luogo. Inutile dire che era buonissima, una colazione decisamente diversa dalla mia solita fatta di biscotti inzuppati nel caffè della macchinetta al lavoro.

Dopo colazione ci siamo dirette a Teglio ed avendo giusto quel paio d’ora da far passare prima di sederci a tavola abbiamo fatto il nostro giro in paese che abbiamo notato essere letteralmente invaso da milanesi in gita fuoriporta con tanto di bus turistici per gite organizzate con tanto di tappe enogastronomiche a spacci e rivendite di prodotti tipici sulla via del ritorno, decisamente non male come promozione del territorio!

Dopo il giro turistico non possiamo però saltare quella che è stata, ammettiamolo, la parte principale della giornata!  A voi la testimonianza di quello di cui le nostre bocche da buongustaie hanno goduto, alla faccia dell’insalatina “no mozzarella, no mais” che sono abituata a consumare al tavolino del bar in pausa pranzo!

Nello specifico antipasto composto da tagliere misto e sciatt (formaggio di montagna fritto in pastella), pizzoccheri (ca va sans dire), vino Valtellina IGT, formaggi di montagna, crepe alle castagne.


I piatti puliti alla fine la dicono lunga sulla bontà del pasto. Avevate forse qualche dubbio?

Weekend fra treno del Bernina e Saint Moritz, sabato


Finalmente è arrivato l’autunno, ormai non ci speravamo più, dopo un’estate infinita e i 25 gradi costanti che ci hanno accompagnato fino a metà ottobre ecco arrivato il periodo dell’anno che, oltre all’abbassamento delle temperature, cappotti, calze e vestiti pesanti porta con sé anche un sacco di altre cose positive. Un esempio? Le sagre e gli appuntamenti enogastronomici, con una nomina speciale per quei bei piatti di montagna che comincio a sognarmi già da settembre!

In questo caso si tratta di un weekend passato in Valtellina appena trascorso con la fidata Sharon (amica e assistente/complice anche di diversi progetti filmici) che, ormai come da tradizione, abbiamo passato in zona Teglio e dintorni in occasione della sagra che si tiene ogni anno “Teglio sapori d’autunno”.

Già l’anno scorso ci eravamo avventurate in questi luoghi come da post che potete leggere qui:
https://noolyta.wordpress.com/2010/11/07/weekend-in-valtellina/
Quest’anno abbiamo quindi fatto una variazione sul tema decidendo di provare il famoso trenino rosso del Bernina. 

Di seguito il veloce riassunto della due giorni valtellinese, partendo dal primo giorno, sperando di darvi qualche spunto carino per le vostre prossime gite fuori porta.

Sabato mattina presto partenza dalla Brianza per Tirano dove alle 10:00, abbiamo preso il treno direzione Saint Moritz. Tempo di percorrenza 2 ore e mezza circa.
Devo dire che il viaggio non è certo breve ma il panorama di cui si gode dal finestrino è spettacolare ed in alcuni tratti, soprattutto quando si costeggia qualche lago o qualche ghiacciaio, il paesaggio si fa quasi lunare, davvero suggestivo. Se poi si viaggia in compagnia di qualcuno con cui ci si può intrattenere in un chicchiericcio praticamente infinito, il gioco è fatto.
Di seguito alcune foto del viaggio e dei panorami davvero mozzafiato di cui si gode dal trenino, non li descrivo perchè le foto valgono davvero più di mille parole.

Arrivate finalmente a Saint Moritz ci siamo date un po’ di tempo per girare senza ovviamente né meta né orario con l’indicazione di massima di riuscire a prendere un qualche treno per il ritorno senza tornare a Tirano a notte fonda, indicazioni che non fanno che sposarsi perfettamente con la nostra già innata predisposizione allo scazzo.
Saint Moritz in bassa stagione non offre praticamente nulla se non qualche panetteria aperta, qualche bar dove poter mangiare qualcosa a prezzi non proprio politici (usiamo un eufemismo) e qualche negozio aperto. E’ infatti uno di quei centri che vivono esclusivamente della stagione estiva e di quella invernale sciistica. Quindi un paio d’ore sono più che sufficienti per fare un giro in paese.

Finito il nostro giro ci dirigiamo verso Tirano dove abbiamo la sistemazione per la notte, nello specifico un b&b in un piccolo borgo a pochi minuti di macchina dal centro. Se vi interessa il posto si chiama Bed and Breakfast San Bernardo, è gestito da Silvio e Cinzia, davvero simpatici e disponibili che ti fanno sentire davvero come a casa, il posto è carino ed accogliente e vicino a tutti i punti di partenza principali per chi vuole fare un giro da queste parti.

La giornata non poteva ovviamente finire senza uno spuntino ma visto il programma che prevedeva pizzoccheri il giorno dopo abbiamo optato per una pizza veloce e giro serale in quel di Tirano.
Del risveglio a base di una deliziosa torta bio di grano saraceno (slurp!) preparata dalla bravissima Cinzia e della giornata dedicata al menu “Pizzoccheri dell’Accademia” non posso che rimandarvi al prossimo post!