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Milano sotto le feste


Ciao a tutti,
è da un po’ che non scrivo in questo blog se non di argomenti direttamente collegati al lungometraggio Honey Paradise come da post precedenti.
Ho pensato quindi di scrivere almeno un post su Milano in questo periodo dell’anno visto che non mi capita spesso di soffermarmi a descrivere la città in cui vivo e che ancora, dopo più di dieci anni, continuo ad amare.
Faccio una piccola premessa ovviamente soggettiva, Milano secondo me è bella sempre ed in ogni periodo dell’anno offre qualcosa, vabbeh, forse escludendo il periodo estivo in cui ci sono luoghi decisamente migliori dove stare, ma i mesi che preferisco sono decisamente quelli della stagione fredda, dall’autunno fino a febbraio/marzo. Secondo me infatti Milano va vissuta dentro ad un cappotto e con una sciarpa attorno al collo, le giornate che più la caratterizzano sono proprio quelle in cui il sole tarda a farsi vedere ed il buio arriva presto. E’ bello passeggiare e scoprire la città guardando all’interno dei suoi locali e caffè dove le persone non vedono l’ora di entrare per scaldarsi e dove ci si dilunga volentieri. Questo periodo mi ha sempre dato l’impressione di sottolineare la sua natura un po’ asburgica e delle volte, quando il freddo si fa più pungente, mi ricorda Vienna, coi suoi caffè, le sue pasticcerie e le sue vetrine addobbate a festa con le luci che provengono dall’interno e che ti fanno venir voglia di girare la testa a sbirciare dentro.

Detto questo, ecco secondo me qualche motivo in più per amare Milano sotto le feste. Certo, ci sarà sicuramente chi dirà che la confusione e la ressa degli acquisti natalizi non sono il biglietto da visita migliore per godersi piazze e vie ma io direi che con qualche piccolo accorgimento potete riuscire a godervi tutto senza fare a spintoni con migliaia di altre persone accalcate.

Motivo numero 1: La fiera dell’artigianato.
Appuntamento praticamente irrinunciabile per tutti ma soprattutto per chi è cittadino è la settimana dell’Artigiano in fiera, settimana in cui le normali attività settimanali e gli appuntamenti vengono momentaneamente sospesi per dare spazio ad almeno un paio di capatine in quel di Rho per qualche ora a girare tra le innumerevoli bancarelle dei padiglioni. Qualche dritta può essere sicuramente quella di riuscire a trovare un pomeriggio in settimana appena apre (intorno alle 15) e di evitare il weekend di apertura, partire quindi dai padiglioni dedicati all’Italia, soprattutto del sud, visto che poi nel pomeriggio tenderanno a riempirsi velocemente. La parte dell’Europa invece è relativamente più tranquilla ed è visitabile un po’ a tutte le ore.

fiera cibo collage

Ovviamente il meglio viene verso l’ora di cena quando si può scegliere tra gli innumerevoli ristorantini/pub/birrerie allestiti lungo il perimetro. Di solito la mia scelta ricade su uno dei punti enogastronomici bavaresi, con tanto di immancabile panino con wurstel e birra d’ordinanza, una piccola tradizione che si ripropone ogni anno.

panino salsiccia

Motivo numero 2: le bancarelle in centro.
Come se non bastassero i negozi vestiti a festa e le vetrine che ti attirano da lontano, ecco le bancarelle che spuntano qua e là per tutto il centro, una specie di fiera dell’artigianato dislocata per piazza Duomo, Cordusio, via Dante ed altre. Oltre a prodotti tipici e golosissimi si possono trovare anche prodotti artigianali, gioielli, antiquari, libri, porcellane,…insomma, di tutto di più.
collage bancarelle duomo

Motivo numero 3: gli Oh bej oh bej.
Come non parlare della fiera natalizia milanese per eccellenza? Il mercato in cui trovare prodotti artigianali, golosità ed un po’ di quell’atmosfera della Milano tradizionale che altrimenti durante il resto dell’anno è un po’ difficile scovare. Negli ultimi due, tre anni è anche migliorata visto che è ritornata nella sede intorno al Castello Sforzesco ed il numero di espositori è migliorato sia in numero (molti meno) che in qualità (si trovano molti meno ambulanti che vendono cose che con il Natale e l’artigianato ha poco a che fare, diciamo così).
collage oh bej oh bejImpossibile quindi non dedicare almeno un pomeriggio a girovagare tra le varie bancarelle alla ricerca di qualcosa di particolare, che ad avere un po’ di pazienza si riesce quasi sempre a trovare, con tanto di pausa a base di vin brulè e castagne o, nel mio caso, frittella calda!
frittella
Che dire, ci vediamo per il prossimo post dedicato al Natale ed ai pranzi pantagruelici delle feste?

Weekend a Dublino


 Ciao a tutti,
eccomi che come al solito ogni tanto mi ricordo di aggiornare un po’ questo povero blog che ultimamente ho un po’ trascurato.
Questo post però non ha niente a che fare con progetti filmici a proposito dei quali spero di avere presto notizie interessanti ma riguarda una piccola pausa che mi ha portato in una città che non avevo ancora avuto l’occasione di visitare: Dublino.
Oltretutto la trasferta è stata un’idea dalla mia compagna di viaggio dell’occasione, Paola, che col suo amore per l’Irlanda ha lanciato la proposta e devo dire che non ci ho messo davvero molto ad accettare!

Che dire? Devo ammettere che la città è stata una bellissima scoperta ed anche se un weekend non è sicuramente sufficiente soprattutto per riuscire a fare una visita come si deve oltre ai classici luoghi turistici che per forza si vedono in 72 ore, il che significa che prima o poi mi toccherà tornarci ed esplorare viuzze, quartieri, negozietti, locali, ecc…non credo sarà di certo una fatica!
Allora, partendo dalla base, sicuramente non si può perdere la zona di Temple Bar, dove credo chiunque capiti entro al massimo 2 ore dall’arrivo. E’ qui infatti che si concentra la vita principalmente serale e notturna. E’ decisamente il cuore pulsante della nightlife con pub in ogni angolo (che comunque non mancano in nessuna zona della città, inutile dirlo), artisti di strada che si alternano durante la giornata fino alle ore piccole, turisti, dublinesi e musica che esce da ogni locale. Ecco, un’altra cosa bella che mi è piaciuta molto è stata la quantità di musica dal vivo. In ogni strada ci sono gruppi, cantanti, musicisti che con il loro piccolo spazio improvvisano concerti ad ogni ora ed anche all’interno dei pub ci sono quasi sempre gruppi che suonano, cosa che, ahimè, in Italia è un’utopia!.

Lasciatevi quindi guidare anche dal caso ed entrate in un qualsiasi pub e godetevi, neanche a dirlo, una buona Guinness, un sidro od un’altra birra a scelta, qui non mancano di certo le alternative e capirete come il pub sia davvero parte integrante della vita di ogni dublinese ed irlandese che si rispetti!

Per passare ad un consiglio spassionato quanto scontato non mancate di visitare la Guinness Storehouse, è una tappa fissa e per quanto molto turistica come visita ne vale davvero la pena. Se volete potrete raggiungerla anche a piedi facendo una passeggiata costeggiando il Liffey in direzione ovest, magari di domenica mattina dopo aver fatto una sana colazione irlandese così unirete l’utile (della digestione della full Irish breakfast) al dilettevole (la vista della città).

Un’altra cosa che mi piace fare in genere in ogni città che si affaccia sul mare o non molto lontano è andare nella zona del porto. So che magari Dublino non ha ancora una zona dei docks simile a quella di Londra o Edimburgo per fare un paio di esempi, ma fare una passeggiata in questa zona, sempre costeggiando il fiume però in direzione est, è una passeggiata piacevole anche se non ci sono in effetti molte cose da vedere visto che è tutta una zona nuova della città che non si è evidentemente ancora sviluppata come potrebbe.

Altra cosa da fare secondo me è riuscire a perdersi nelle stradine e nei vicoli anche a nord del Liffey, da sempre considerata la zona meno nobile della città ma soprattutto sul lungofiume verso ovest ci sono molti ristorantini carini e pub dove poter passare la serata facendo un po’ le ore piccole (proporzionalmente alle abitudini della città).
Durante il giorno il giro non può non prevedere uno struscio lungo Grafton Street a sud del Liffey, la principale strada dello shopping, e O’Connell street a nord, l’arteria principale della città per quanto riguarda ritrovi, parate, feste, celebrazioni, ecc. Altra cosa appurata di persona, non fatevi spaventare dalle distanze che trovate sulle cartine, quasi tutti i luoghi d’interesse sono tutti raggiungibili a piedi, quindi perdetevi pure tra i numerosi parchi (ce ne sono ovunque e di bellissimi!), le chiese e i monumenti, Dublino si può attraversare da un lato all’altro tranquillamente camminando!

Un’ultima nota non poteva non prevedere un consiglio gastronomico! Ed è proprio a questo punto che vi dico che per quanto radicate possano essere le vostre abitudini soprattutto a colazione, non perdete l’occasione di una full Irish breakfast che comprende uova, bacon, pomodori, pudding, salsiccia, finghi, pane tostato e burro e, a volte, anche fagioli! Avrete sicuramente tutta la giornata per smaltire il tutto, non preoccupatevi!
Per quanto riguarda i pasti in centro riuscirete a trovare ristorantini con cucina tipica a non molti euro, anche nella turistica Temple Bar. Un esempio è nelle foto qui sotto che testimoniano come non ci siamo fatte sfuggire qualche buona salsiccia, il tradizionale fish and chips ed un paio di stufati di manzo ed agnello davvero considerevoli!

Che altro dire? Sicuramente la città offre più di quanto mi aspettassi e di quanto sia riuscita a veder. Spero vivamente di riuscire a tornarci e di riuscire a fare meglio tutte quelle cose meno turistiche che mi piacciono che in questa prima visita non sono riuscita a fare visto il poco tempo a disposizione!

PS: un ringraziamento ovviamente a Paola che ha lanciato l’idea di questo weekend e a cui appartengono alcune foto, soprattutto quelle in cui ci sono io (ovviamente) e quelle gastronomiche!

Quindi se andate a Dublino, oltre a salutarla da parte mia…Slainte!

Una domenica a Milano


So che questo non è un aggiornamento che ha a che fare con video e affini ma ogni tanto ci vuole anche una piccola off topic rispetto ai miei soliti post filmici.

L’occasione mi è venuta in mente semplicemente pensando alle domeniche primaverili e settembrine cittadine ed a come sia cambiato il modo di trascorrerele rispetto a quando per me erano da passare tassativamente fuoriporta o nella mia Brianza. Se anche solo fino ad un paio di anni fa per me era quasi inconcepibile pensare di trascorrere il weekend in città ed ogni scusa era buona per impugnare il trolley di venerdì sera (inviti da amici, finesettimana fuori Milano, strusci comaschi, rientri in famiglia, grigliate, gite, compleanni & varie…), insomma, se prima ogni scusa era buona per salutare le mura meneghine fino al lunedì mattina, in questi ultimi tempi devo dire che mi sono ricreduta ed ho scoperto il piacere di vivere la città anche quando tutti i milanesi sono via.

E’ proprio vero che, come mi dicevano tempo fa alcune amiche che vivono in altre città, è proprio in certi periodi (weekend, estate, feste) che si riesce a godere appieno del posto in cui vivi perchè quando tutti partono lo senti un po’ più tuo e riesci a goderti quelle strade, quei locali e quei luoghi che di solito scorgi passandoci accanto di fretta oppure sono troppo affollati per poterli apprezzare con calma.
Così ho pensato di approfittare di uno dei primi weekend di settembre (ancora quasi estivi visto il caldo) per fare una piccola dichiarazione d’amore alle domeniche milanesi e alla bellezza di perdersi in città senza niente di particolare da fare, magari dopo aver fatto le solite ore piccole la sera prima quindi ancora più propense al girovagare tranquillo senza meta, se non il godersi una Milano che ti sembra di riscoprire ogni volta ai ritmi rallentati di una domenica qualunque.


Ecco quindi qualche frammento di quello in cui mi sono imbattuta in questa giornata:
– una colazione veloce con caffè americano e muffin insieme a pochi altri avventori (ok molto English breakfast)
– fiori che ricoprono come un tappeto il cortile sotto casa
– una pausa dal sapore americano con donuts all’Arnold Coffee (dedicato a tutti gli italiani esterofili che amano Starbucks). Ps: forse i muffin ai  mirtilli più grandi di Milano!
– Il laghetto del Parco Sempione che dalla primavera in poi diventa sempre più popoloso per chi ama anche solo il sano far niente seduti sul prato
– un’altra pausa dal sapore internazionale con un aperitivo svedese in zona Vigentino
– un giro ai Navigli curiosando tra gli scaffali di un negozietto vintage.

Insomma che dire? Non sono poi così brutte le domeniche milanesi per tutti noi che ne scappavamo, no?!

Auguri di Buon Natale…elfizziamoci tutti!


E anche questo Natale è arrivato, con tutto il corollario di regali fatti all’ultimo, pacchetti, feste, brindisi ed happy hour di festeggiamenti con amici, conoscenti e persone che non si ha mai il tempo di vedere.
Oltretutto ancora non mi sono seduta ufficialmente a tavola (cosa che farò oggi al mio rientro in Brianza per una 3 giorni di cucina casalinga visto che mia madre sono due settimane che cucina), il che significa che alla fine di queste feste, non potendo più entrare nei jeans che ora tanto gloriosamente indosso, mi darò, più che ai buoni propositi, ad una full immersion di palestra e the verde…dite che è una cosa logica?

Comunque, per non annoiarvi più di tanto, metto da parte gli aggiornamenti filmici e faccio a tutti voi i miei migliori auguri di un buonissimo Natale con il classico video che come si dice in questi casi “impazza nella rete” ed ormai è diventato un piccolo classico delle feste, l’ormai noto ELF YOURSELF!


Che dire? Cliccate sul link, alzate il volume ed…enjoy it!
http://elfyourself.jibjab.com/view/CtUcKQqbMCIhjoY0oQrd

COLONIAL COMO – a place like home


Come avevo annunciato qualche post fa, precisamente qui:
riprese video COLONIAL COMO al Colonial Cafè
ecco pronto un nuovo lavoro.
Si tratta di un video girato in occasione del primo contest promosso dalla Pampero Fundaciòn Cinematografica con tema “Filma il tuo bar”. L’iniziativa mi è sembrata subito carina, se non altro perchè non mi ha dato che una scusa per poter girare un video in un posto che già mi piace e che frequento ogni qualvolta torno a Como, il che non fa mai male.
Nello specifico abbiamo girato, io e la fidata, immancabile ed instancabile assistente alla regia Sharon, al Colonial Cafè di Como.
Il tutto ha richiesto non più di un paio di pomeriggi e sere e qualche drink (dura la vita…) e quello che ho cercato di fare è stato provare a trasmettere quella che per me è l’atmosfera calda e rilassata del locale, non per niente è uno dei miei preferiti.
Ecco i link:
sul mio canale YOUTUBE
http://www.youtube.com/user/noolyta#p/a/u/0/Zl2cbjaZEu0
sul sito del contest Pampero Fundaciòn Cinematografica
http://www.pamperofundacion.it/video/colonial-como-a-place-like-home/

Dategli un’occhiata se vi va e spero che il risultato vi piaccia!